SEDUTE DI PSICOTERAPIA A ROMA

Che cos’è la psicoterapia?

Il termine psicoterapia affonda le sue origini dalle parole greche “psiche” (anima) e “therapeia” (cura) e significa dunque “prendersi cura dell’anima”.
É il percorso di trattamento messo in atto dal terapeuta con l’obiettivo di sostenere ed accompagnare il paziente nel suo cammino di guarigione.
La guarigione passa attraverso il trattamento dei disturbi psicofisiologici e ha come obiettivo generale quello di superare questi disturbi per ridurre la sofferenza emotiva, arrivare al benessere psichico e al raggiungimento dei propri scopi di vita.

Ruolo dello psicoterapeuta sarà quello di comprendere e definire il problema o malessere ed elaborare la strategia d’intervento più idonea al cambiamento ricercato. Non risolverà i problemi o le patologie del paziente, al contrario aiuterà quest’ultimo a capire come mai fino a quel momento si è bloccato nel superarli e lo sosterrà nel trovare le sue risorse interne e le sue strategie per uscire dai suoi disturbi o disagi.

Si stabiliranno degli obiettivi che saranno raggiunti attraverso
la modifica di schemi mentali e comportamenti inadeguati
dal contatto con le proprie emozioni e sensazioni
da un maggior conoscenza del mondo interno, dove regna l’inconscio.
Per saperne di più o per prenotare una seduta di psicoterapia a Roma potete contattare lo studio di psicologia della Dott.ssa Alessandra Fioretti.

La psicoterapia è un metodo di cura efficace?

La prima cosa da specificare è quella di spazzare via i pre‐giudizi.
A volte si pensa che sia un tipo di cura deficitaria in quanto utilizza le parole e non i farmaci come fonte di cura.In realtà già da svariati anni, grazie all’utilizzo di macchinari di neuro imaging funzionale come Pet e Spect, strumenti di diagnostica per immagini, le neuroscienze hanno dimostrato come un percorso di psicoterapia arrivi a modificare, in termini positivi, la fisiologia, biologia e morfologia del nostro cervello e di tutte le sue complesse strutture connesse. Questi cambiamenti migliorano la sincronia, l’organizzazione e il funzionamento dei sistemi del nostro organismo, questo significa che ci aiutano a raggiungere il benessere psicofisiologico. Dobbiamo immaginare la nostra attività cerebrale come una fitta rete di neuroni, sinapsi e vie neuronali complesse che interagiscono con tutto il resto dell’organismo.Le funzioni mentali, funzioni emotive e le sensazioni fisiche e corporee di intrecciano e condizionano a vicenda. Questa interconnessione genera il nostro modo di pensare, sentire e comportarci e di vivere le relazioni. La complessità si forma già durante le prime relazioni significative, il nostro cervello si sviluppa e si forma anche in base alle nostre esperienze di vita, sia durante l’infanzia che durante l’età adulta. Il nostro modo di essere, di stare in contatto con le nostre emozioni e il nostro modo di vivere cominciano a strutturarsi sin dalla nascita attraverso le relazioni con le persone affettivamente significative.Quando queste relazioni sono problematiche o si subisce un trauma, si instaurano delle vere e proprie disfunzionalità in questo sistema complesso che é il nostro essere e da qui possono svilupparsi i disturbi psicologici come: Disturbi d’ansia, attacchi di panico, somatizzazioni, dipendenze, depressione ecc… La persona lavorando in psicoterapia con le emozioni, i pensieri, l’inconscio e i comportamenti riesce a trovare o ri‐trovare sé stesso. Eric Berne, fondatore dell’Analisi Transazionale diceva:

“Lo psicoterapeuta è un vero e proprio meccanico della mente”
Galileo, uomo speciale e grande scienziato scrive: “Non puoi insegnare qualcosa ad un uomo, puoi solo aiutarlo a scoprirla dentro di sé”.

In un percorso di psicoterapia è fondamentale focalizzarsi sul modo speciale di essere della persona che ci chiede aiuto.Carl Rogers scrive a proposito di questo:
“Sotto qualunque aspetto noi facciamo di una persona un oggetto ‐ sia mediante lo strumento diagnostico o analitico, sia percependolo impersonalmente in una cartella clinica ‐, non facciamo che ostacolare le nostre finalità terapeutiche: fare di una persona un oggetto si è rivelato utile nel trattamento delle malattie fisiche, non si è dimostrato utile invece con i pazienti psicologici. Apportiamo un aiuto profondo solo quando nella relazione rischiamo noi stessi come persone, quando sperimentiamo l’altro come una persona con i suoi diritti: solo allora ha luogo un incontro ad una profondità tale da dissolvere il dolore della solitudine in entrambi, nel cliente come nel terapista.

È importante un buon rapporto con lo psicoterapeuta?

Direi fondamentale, la “relazione terapeutica” sicuramente è un contesto di cura efficace.
La natura e la sintonia nella relazione stessa favorisce dei cambiamenti nella gestione dei pensieri, delle emozioni e dei comportamenti.

Questi si traducono anche in veri e propri cambiamenti del nostro sistema cerebrale così come evidenziato da numerosi studi di neuro scienza.

Nella mente di uno psicoterapeuta

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